Formula di Graham — I metodi 4 e 5
La formula classica di Benjamin Graham per il fair value, in due varianti: EPS corrente e EPS medio 4 anni.
Cos'è
Benjamin Graham, padre del value investing e mentore di Warren Buffett, nel suo The Intelligent Investor (1949) propose una formula sintetica per stimare il fair value di un'azione a partire dai soli utili. L'intuizione: un'azienda vale tanto quanto la somma dei suoi utili futuri, e gli utili passati sono la migliore approssimazione disponibile.
La formula non è un DCF — è un'euristica. Il suo valore è proprio nella semplicità: richiede solo EPS e un paio di parametri macro, si calcola in 10 secondi, e sulla media di lungo periodo funziona sorprendentemente bene per aziende mature.
La formula
FV = (EPS × (8.5 + 2g) × 4.4) / Y
Con:
- EPS = Earnings Per Share
- g = tasso atteso di crescita degli utili (in %)
- 4.4 = rendimento medio delle obbligazioni corporate AAA al momento in cui Graham scrisse (1962)
- Y = rendimento AAA corrente
- 8.5 = multiplo P/E per un'azienda a crescita zero
Il fattore (8.5 + 2g) è il multiplo di utili ammesso in funzione della crescita: azienda a crescita 0 → P/E 8.5; azienda a crescita 10% → P/E 28.5.
La divisione per Y/4.4 aggiusta il valore per il contesto macro: quando i tassi sono alti le azioni valgono meno in termini relativi, quando sono bassi di più.
Come la calcola FV*
FV* usa parametri hardcoded conservativi:
- g = 6% (crescita annua ipotizzata — media storica USA long-run)
- Y = 4% (tasso AAA corrente, allineato al Rf)
E calcola due varianti:
Metodo 4 — Graham corrente
EPS = netIncome[ultimo anno] / shares
Usa solo l'utile dell'esercizio più recente. Sensibile a one-off (tasse eccezionali, plusvalenze straordinarie).
Metodo 5 — Graham medio 4 anni
EPS = media(netIncome[4 anni]) / shares
Smussa gli estremi — anni buoni e anni cattivi si compensano. Più stabile, ideale per aziende cicliche o con bilanci volatili.
Entrambi i valori entrano nel Fair Value Medio (metodi 4 e 5 su 5).
Come leggerla
Alcuni casi pratici:
- Azienda matura con EPS stabile → M4 e M5 danno numeri simili. Segnale di stabilità
- M4 molto > M5 → l'ultimo anno è stato eccezionalmente buono. Sospetta un one-off, usa M5
- M5 molto > M4 → l'ultimo anno è stato brutto. Investitori spaventati, opportunità?
- EPS negativo → la formula restituisce un numero negativo privo di senso. FV* gestisce il caso ma ignora questi valori nel medio ponderato
Limiti e precauzioni
- Aziende in perdita: la formula è inutilizzabile
- Aziende in iper-crescita: g=6% sottovaluta tech giovani (un growth stock vero ha g 20-30%)
- Non considera la qualità del capitale: un'azienda con 20% ROE e una con 5% ROE, a parità di EPS, valgono uguale secondo Graham. Ma non è così
- Parametri datati:
(8.5 + 2g)e4.4sono dei primi anni '60. Il mondo è cambiato. Graham stesso nelle edizioni successive lo riconobbe
In pratica
Graham funge da «controllo della ragionevolezza» rispetto a modelli più sofisticati. Se il DCF dice che un titolo vale $300 e Graham dice $50, uno dei due modelli sbaglia — probabilmente il DCF è troppo ottimista sulla crescita. Graham ti riporta sulla terra.
Regola operativa coerente con il value investing classico: se DCF e Graham divergono di più di 2-3x, fermati e chiediti il perché. È il momento di approfondire, non di comprare.
Approfondimenti
- Benjamin Graham, The Intelligent Investor (1949, rivisto 1973)
- Seth Klarman, Margin of Safety (1991) — erede spirituale di Graham